Piazza Capuana,10 - Tel. 081 268184 - Fax 081 266614

info@fratellicapuano.com


MENU

  Prodotti restauro auto

  Prodotti restauro vespa

  Prodotti per carrozzerie

  Prodotti per l'industria

  Prodotti per l'edilizia

  Spray e Kit ritocco

  Marchi trattati


 Home Page


SETTORE EDILIZIA

  Edilizia

  Legno

  Ferro

NOVITA'

Edilizia 

 

 

 

Pitturazione delle opere murarie

La protezione con idropitture o rivestimenti plastici continui della superfice esterna delle opere murarie, qualunque sia il tipo di materiale impegnato nella loro costruzione e qualunque sia la destinazione (casa di abitazione, edifici pubblici, fabbricati industriale), è di solito trascurata. Normalmente quando si parla di protezione si pensa al ferro, ma i fenomeni aggressivi esercitano la loro azione anche sul cemento, sulla calce, sul marmo e pietreda costruzione e sugli altri materiali impiegati in edilizia. I fenomeni di corrosionesono principalmente imputabili a:

aggressione provocata sulle superfici della condensa di gas e vapori di natura acida dovuti dalla contaminazione atmosferica (fumi di riscaldamenti, gas di scarico di industrie, di autoveicoli, ecc.);

aggressione di natura biologica dovuta a batteri e funghi.

Il veicolo principale di penetrazione, di dissoluzione e di corrosione dei fenomeni sopra nominati è l'acqua.
Il problema principale per dare protezione è quindi creare una barriera che sia il più possibile resistente all'acqua e nello stesso tempo traspirante, cioè permeabile al vapore acqueo, che sia insaponificabile, cioè che resista all'alcalinità sempre elevata nel caso di opere murarie, che sia chimicamente inerte per resistere alla condensa di natura acida accennata prima.
Affinchè questa barriera funzioni in modo adeguato, non solo è necessario scegliere con cura il prodotto, ma soprattutto si deve eseguire l'applicazione di questo prodotto in modo razionale e su una superfice adeguatamente preparata.
Spesso, infatti, in caso di risultato negativo, si dà colpa al materiale o al tipo di trattamento impiegatoma a volte la ragione è che non sono state controllate preventivamente le condizioni del manufatto da proteggere o dell'ambiente che lo circonda, che non sono stati effettuati i ripristini necessari, che non sono stati eliminati gli agenti di degradazione, come efflorescenze, muffe o vecchie pitture. Ovviamente, in casi del genere, si otterrà un risultato negativo a scadenza più o meno breve. Nella preparazione superficiale dei supporti formati da agglomerati edili di qualsiasi tipo, sia naturali (marmi e pietre), sia artificiali (intonaco e calce, calcestruzzo gesso, ecc.) si deve tener conto se la superfice da trattare sia nuocva o vecchia. infatti, su una superfice nuova bisogna prendere in considerazione soltanto i fenomeni che intervengono tra supporto e rivestimento, in quanto le aggrassioni di tipo chimico, o biologico non hanno avuto ancorail tempo di svilupparsi e degradare il supporto.
In base a quanto detto, gli elementi fondamentali da prendere in considerazione, sono: presenza di acqua e alcalinità.
L'acqua può essere presente come acqua di impasto dei manufatti, ed in questo caso deve evaporare naturalmente e deve scendere a livelli accettabili inferiori all' 8%, oppure è dovuta a infiltrazioni per difetti costruttivi ed in questo caso bisogna eliminare l'inconveniente prima di procedere ai lavori di pitturazione. L'alcalinità del supporto è dovuto alla calce libera per incompleta carbonatazione.
Sul supporto fresco si trova a valori elevati che scendono a pH 8-9 (valore accettabile per una corretta pitturazione) man mano che la calce si carbonata.
Su una superfice vecchia invece bisogna controllare soprattutto i residui dei prodotti di reazione, le alterazioni e gli agenti contaminanti presenti e originti in seguito ad aggressioni chimiche e biologiche, perchè la loro presenza può rendere nulli tutti gli sforzitesi ad ottenere un buon risultato di pitturazione.
Un metodo per preparare una buona superfice consiste in una energica spazzolatura meccanica, eliminando vecchie pitture in fase di distacco, soprco, polvere, ellorescente ed altri residui. Questa fondamentale operazione deve essere condottacon la massima scrupolosità e non limitarsi al troppo diffuso "colpo di scopa" con la speranza che la pittura "incolli tutto".
E' necessario, soprattutto, eliminare il polverinoe i materiali in fase di sgretolamento o incoerenti. In caso di superfici in buono statola spazzolatura può essere sostituita da un idrolavaggio a pressione. Controllato quindi che la superfice sia di natura omogeneae che l'alcanità ed il contenuto dell'acqua siano entro i valori accettabili, si procede all'isolamento con un prodottoinsaponificabile al solvente ad elevata penetrazione, il quale serve per:

evitare l'istantaneo assorbimento di buona parte dell'acqua presente nella idropittura. Un assorbimento troppo elevato comprometterebbe la normale formazione del film e le idropitture così applicate perderebbero buona parte delle loro caratteristiche, quali: resistenza al lavaggio, allo sfarimamento e mantenimento del tono di colore;

consolidare la superfice nel casi questa tenti di sgretolarsi, evitando così la formazione di crepe e lo squamarsi della idropittura. Nel caso di superfici contaminateda muffe è necessario disinfestarle con B1 SISINFETTANTE PER MURO. Nell'applicazione, il quantitativo di isolante varia a seconda del materiale di costruzione (cemento, gesso, intonacoa calce, o altri) senza però eccedere, poichè la parte utile è solamente quella che penetranel supporto e che blocca lo sfarinamento.
Bisogna pertanto evitare di creare con l'isolante una superfice verniciosa lucida poichè ciò diminuirebbe fortemente la traspirazionedel manufatto e comprometterebbel'adesione delle mani in idropittura successive.

Consigli utili per una buona resistenza delle pitture all’esterno.

 

 


Work 

 

2005 - 2006 Product by WEBAZ