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Pitturazione
delle opere murarie
La protezione con idropitture o rivestimenti
plastici continui della superfice esterna delle opere murarie,
qualunque sia il tipo di materiale impegnato nella loro costruzione
e qualunque sia la destinazione (casa di abitazione, edifici
pubblici, fabbricati industriale), è di solito trascurata.
Normalmente quando si parla di protezione si pensa al ferro,
ma i fenomeni aggressivi esercitano la loro azione anche sul
cemento, sulla calce, sul marmo e pietreda costruzione e sugli
altri materiali impiegati in edilizia. I fenomeni di corrosionesono
principalmente imputabili a:
aggressione
provocata sulle superfici della condensa di gas e vapori di
natura acida dovuti dalla contaminazione atmosferica (fumi
di riscaldamenti, gas di scarico di industrie, di autoveicoli,
ecc.);
aggressione
di natura biologica dovuta a batteri e funghi.
Il veicolo principale di penetrazione, di dissoluzione
e di corrosione dei fenomeni sopra nominati è l'acqua.
Il problema principale per dare protezione è quindi
creare una barriera che sia il più possibile resistente
all'acqua e nello stesso tempo traspirante, cioè permeabile
al vapore acqueo, che sia insaponificabile, cioè che
resista all'alcalinità sempre elevata nel caso di opere
murarie, che sia chimicamente inerte per resistere alla condensa
di natura acida accennata prima.
Affinchè questa barriera funzioni in modo adeguato,
non solo è necessario scegliere con cura il prodotto,
ma soprattutto si deve eseguire l'applicazione di questo prodotto
in modo razionale e su una superfice adeguatamente preparata.
Spesso, infatti, in caso di risultato negativo, si dà colpa
al materiale o al tipo di trattamento impiegatoma a volte
la ragione è che non sono state controllate preventivamente
le condizioni del manufatto da proteggere o dell'ambiente
che lo circonda, che non sono stati effettuati i ripristini
necessari, che non sono stati eliminati gli agenti di degradazione,
come efflorescenze, muffe o vecchie pitture. Ovviamente, in
casi del genere, si otterrà un risultato negativo a
scadenza più o meno breve. Nella preparazione superficiale
dei supporti formati da agglomerati edili di qualsiasi tipo,
sia naturali (marmi e pietre), sia artificiali (intonaco e
calce, calcestruzzo gesso, ecc.) si deve tener conto se la
superfice da trattare sia nuocva o vecchia. infatti, su una
superfice nuova bisogna prendere in considerazione soltanto
i fenomeni che intervengono tra supporto e rivestimento, in
quanto le aggrassioni di tipo chimico, o biologico non hanno
avuto ancorail tempo di svilupparsi e degradare il supporto.
In base a quanto detto, gli elementi fondamentali da prendere
in considerazione, sono: presenza di acqua e alcalinità.
L'acqua può essere presente come acqua di impasto dei
manufatti, ed in questo caso deve evaporare naturalmente e
deve scendere a livelli accettabili inferiori all' 8%, oppure
è dovuta a infiltrazioni per difetti costruttivi ed
in questo caso bisogna eliminare l'inconveniente prima di
procedere ai lavori di pitturazione. L'alcalinità del
supporto è dovuto alla calce libera per incompleta
carbonatazione.
Sul supporto fresco si trova a valori elevati che scendono
a pH 8-9 (valore accettabile per una corretta pitturazione)
man mano che la calce si carbonata.
Su una superfice vecchia invece bisogna controllare soprattutto
i residui dei prodotti di reazione, le alterazioni e gli agenti
contaminanti presenti e originti in seguito ad aggressioni
chimiche e biologiche, perchè la loro presenza può
rendere nulli tutti gli sforzitesi ad ottenere un buon risultato
di pitturazione.
Un metodo per preparare una buona superfice consiste in una
energica spazzolatura meccanica, eliminando vecchie pitture
in fase di distacco, soprco, polvere, ellorescente ed altri
residui. Questa fondamentale operazione deve essere condottacon
la massima scrupolosità e non limitarsi al troppo diffuso
"colpo di scopa" con la speranza che la pittura
"incolli tutto".
E' necessario, soprattutto, eliminare il polverinoe i materiali
in fase di sgretolamento o incoerenti. In caso di superfici
in buono statola spazzolatura può essere sostituita
da un idrolavaggio a pressione. Controllato quindi che la
superfice sia di natura omogeneae che l'alcanità ed
il contenuto dell'acqua siano entro i valori accettabili,
si procede all'isolamento con un prodottoinsaponificabile
al solvente ad elevata penetrazione, il quale serve per:
evitare l'istantaneo assorbimento di buona parte dell'acqua
presente nella idropittura. Un assorbimento troppo elevato
comprometterebbe la normale formazione del film e le idropitture
così applicate perderebbero buona parte delle loro
caratteristiche, quali: resistenza al lavaggio, allo sfarimamento
e mantenimento del tono di colore;
consolidare la superfice nel casi questa tenti di sgretolarsi,
evitando così la formazione di crepe e lo squamarsi
della idropittura. Nel caso di superfici contaminateda muffe
è necessario disinfestarle con B1 SISINFETTANTE PER
MURO. Nell'applicazione, il quantitativo di isolante varia
a seconda del materiale di costruzione (cemento, gesso, intonacoa
calce, o altri) senza però eccedere, poichè
la parte utile è solamente quella che penetranel supporto
e che blocca lo sfarinamento.
Bisogna pertanto evitare di creare con l'isolante una superfice
verniciosa lucida poichè ciò diminuirebbe fortemente
la traspirazionedel manufatto e comprometterebbel'adesione
delle mani in idropittura successive.
Consigli
utili per una buona resistenza delle pitture all’esterno.
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